Storia

Istoriato del CCPD di Chiasso

Nell’aprile 1996, la Svizzera e l’Italia incaricano un gruppo misto di esperti di esaminare le possibilità di una cooperazione transfrontaliera più ravvicinata, nonché di analizzare i problemi legati alla non adesione della Svizzera allo spazio di Schengen. Il gruppo peritale stabilisce come prima cosa un inventario delle esigenze e delle possibilità di questo tipo di cooperazione. Sulla base di tale analisi si decide di intavolare le trattative relative ad accordi in materia di polizia e di riammissione.

Nell’aprile 1998 la Svizzera accoglie il desiderio espresso dall’Italia di vedere il miglioramento dell’assistenza giudiziaria incluso nel pacchetto delle trattative.

L’11 luglio 1998, dopo quattro cicli di negoziati, viene siglato a Roma l’accordo in materia di polizia. Tenuto conto del desiderio espresso dall’Italia di concludere in blocco i tre accordi e dato l’interesse ad un esito equilibrato nei tre ambiti, – cooperazione in materia di polizia, riammissione e assistenza giudiziaria -, la Svizzera riesce solo in parte a inserire le pertinenti disposizioni dell’assetto normativo di Schengen nell’accordo bilaterale.

L’Italia non è disposta momentaneamente a negoziare bilateralmente una tale forma di cooperazione con un paese non membro del Trattato di Schengen, il quale non applica il principio della libera circolazione delle persone. Al momento della firma dell’accordo tuttavia, il Ministro italiano degli Interni si dice disposto, in maniera non vincolante, a proseguire non appena possibile i negoziati relativi ad ulteriori provvedimenti di polizia, quali ad esempio l’osservazione e l’inseguimento.

Il 24 aprile 1998 la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP) approva il progetto.

Il 10 settembre 1998 si firmano a Roma i seguenti accordi:

Il 4/5 novembre 1999 si svolge a Como un incontro preliminare tra una delegazione svizzera ed una italiana allo scopo di creare un gruppo di lavoro bilaterale (misto) e di definire la loro missione.

Il primo incontro del Gruppo italo-svizzero avviene a Milano il 28/29 febbraio. La parte svizzera è fortemente rappresentata da funzionari del Cantone Ticino.

Iniziano entro breve le prime trattative e le prime riunioni.

Il 25 ottobre 2000 il Consiglio di Stato del Cantone Ticino prende atto dello stato di avanzamento dei lavori per la creazione di un Centro comune di cooperazione di polizia e doganale fra la Svizzera e l’Italia. In questa circostanza esso ribadisce il proprio consenso al progetto e autorizza il Comandante della Polizia cantonale a sostenerlo.

Finalmente il 17 settembre 2002 a Chiasso viene sottoscritto il Protocollo tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana relativo all’istituzione di Centri di cooperazione di polizia e doganale” detti anche “Accordi complementari” da parte del Dr. De Gennaro e del Dr. Vez, capi delle Polizie dei due stati.

Il 15 aprile 2008 il CCPD di Chiasso supera l'ispezione della Commissione Schengen.

Dal 12 dicembre 2008 il CCPD di Chiasso autorizza e coordina le operazioni transfrontaliere previste dagli Accordi di Schengen e più in particolare le osservazioni, l’inseguimento e le consegne controllate.

La Svizzera e l’Italia rafforzano ulteriormente la cooperazione di polizia con un nuovo Accordo bilaterale che sostituisce quello in vigore dal 1998 e il 14 ottobre 2013 a Roma la consigliera federale Nicoletta Sommaruga e il ministro dell’Interno Angelino Alfano firmano la versione riveduta dell’Accordo. Il nuovo Accordo prevede una serie di misure che consentono alle autorità inquirenti svizzere e italiane di rendere più efficace la lotta comune contro la criminalità transfrontaliera. L’Accordo agevola in particolare lo scambio di informazioni tra le autorità svizzere e italiane, il coordinamento di misure congiunte e il distaccamento di unità di intervento, consentendo a queste ultime di partecipare a operazioni condotte da agenti dell’altra parte contraente. Inoltre prevede l’assistenza reciproca in caso di eventi di vasta portata, catastrofi e sinistri gravi. In virtù del nuovo Accordo, entrato in vigore il 01.11.2016, Svizzera e Italia hanno altresì la possibilità di formare pattuglie miste e di svolgere servizi di scorta oltre frontiera. Le norme relative alle osservazioni e agli inseguimenti transfrontalieri sono infine più ampie rispetto alle pertinenti disposizioni dell’acquis di Schengen.